Il Corvo Edgar Allan Poe

Posted in Artists, Knowledge, Scrittori, Stati d'animo on Giugno 8, 2008 by Shinigami Ryuuku

Su bizzarri volumi di un sapere remoto,

Mentre, il capo reclino, mi ero quasi assopito,

D’improvviso udii bussare leggermente alla porta.

“C’è qualcuno” mi dissi ” che bussa alla mia porta

Solo questo e nulla più. “

Ah, ricordo chiaramente quel dicembre desolato,

Dalle braci morenti scorgevo i fantasmi al suolo.

Bramavo il giorno e invano domandavo ai miei libri

Un sollievo al dolore per la perduta Lenore,

La rara radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Lenore

E che nessuno, qui, chiamerà mai più.

E al serico, triste, incerto fruscio delle purpuree tende

Rabbrividivo, colmo di assurdi tenori inauditi,

Ebbene ripetessi, per acquietare i battiti del cuore:

“È qualcuno alla porta, che chiede di entrare,

Qualcuno attardato, che mi chiede di entrare.

Ecco: è questo e nulla più”

Poi mi feci coraggio e senza più esitare

“Signore, ” dissi “o Signora, vi prego, perdonatemi,

Ma ero un po’ assopito ed il vostro lieve tocco,

Il vostro così debole bussare mi ha fatto dubitare

Di avervi veramente udito”. Qui spalancai la porta:

C’erano solo tenebre e nulla più. “

Nelle tenebre a lungo, gli occhi fissi in profondo,

Stupefatto, impaurito sognai sogni che mai

Si era osato sognare: ma nessuno violò

Quel silenzio e soltanto una voce, la mia,

Bisbigliò la parola “Lenore” e un eco rispose:

“Lenore”. Solo quello e nulla più.

Rientrai nella mia stanza, l’anima che bruciava.

Ma ben presto, di nuovo, si udì battere fuori,

E più forte di prima. “Certo” dissi “è qualcosa

Proprio alla mia finestra: esplorerò il mistero,

Renderò pace al cuore, esplorerò il mistero.

Ma è solo il vento, nulla più. “

Allora spalancai le imposte e sbattendo le ali

Entrò un Corvo maestoso dei santi tempi antichi

Che non fece un inchino, né si fermò un istante.

E con aria di dame o di gran gentiluomo

Si appollaiò su un busto di Palladie sulla porta

Si posò, si sedette, e nulla più.

Poi quell’uccello d’ebano, col suo austero decoro,

Indusse ad un sorriso le mie fantasie meste,

“Perché” dissi “rasata sia la tua cresta, un vile

Non sei, orrido, antico Corvo venuto da notturne rive.

Qual è il tuo nome nobile sulle plutonie rive? “

Disse il Corvo: “Mai più”.

Ma quel corvo posato solitario sul placido busto,

Come se tutta l’anima versasse in quelle parole,

Altro non disse, immobile, senza agitare piuma,

Finché non mormorai: “Altri amici di già sono volati via:

Lui se ne andrà domani, volando con le mie speranze”

Allora disse il Corvo: “Mai più”.

Trasalii al silenzio interrotto da un dire tanto esatto,

“Parole” mi dissi “che sono la sua scorta sottratta

A un padrone braccato dal Disastro, perseguitato

Finché un solo ritornello non ebbe i suoi canti,

Un ritornello cupo, i canti funebri della sua speranza:

Mai, mai più”.

Rasserenando ancora il Corvo le mie fantasie,

Sospinsi verso di lui, verso quel busto e la porta,

Una poltrona dove affondai tra fantasie diverse,

Pensando cosa mai l’infausto uccello del tempo antico.

Cosa mai quel sinistro, infausto e torvo anomale antico

Potesse voler dire gracchiando “Mai più”.

Sedevo in congetture senza dire parola

All’uccello i cui occhi di fuoco mi ardevano in cuore;

Cercavo di capire, chino il capo sul velluto

Dei cuscini dove assidua la lampada occhieggiava,

Sul viola del velluto dove la lampada luceva

E che purtroppo Lei non premerà mai più.

Parve più densa l’aria, profumata da un occulto

Turibolo, oscillato da leggeri serafini

Tintinnanti sul tappeto. “Infelice” esclamai “Dio ti manda

Un nepente dagli angeli a lenire il ricordo di Lei,

Dunque bevilo e dimentica la perduta tua Lenore! “

Disse il Corvo “Mai più”.

“Profeta, figlio del male e tuttavia profeta, se uccello

Tu sei o demonio, se il maligno” io dissi “ti manda

O la tempesta, desolato ma indomito su una deserta landa

Incantata, in questa casa inseguita dall’Onore,

Io ti imploro, c’è un balsamo, dimmi, un balsamo in Galaad? “

Disse il Corvo: “Mai più”.

“Profeta, figlio del male e tuttavia profeta, se uccello

Tu sei o demonio, per il Cielo che si china su noi,

Per il Dio che entrambi adoriamo, dì a quest’anima afflitta

Se nell’Eden lontano riavrà quella santa fanciulla,

La rara raggiante fanciulla che gli angeli chiamano Lenore”.

Disse il Corvo: “Mai più”.

“Siano queste parole d’addio” alzandomi gridai

“uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta,

Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma in segno

Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,

Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta”

Disse il Corvo: “Mai più”.

E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora

Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.

E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante

E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.

E l’anima mia dall’ombra che galleggia sul pavimento

Non si solleverà “Mai più” mai più!

Senza titolo 1 – Boris Vallejo

Posted in Artists, Immagini on Maggio 21, 2008 by Shinigami Ryuuku

C. Baudelaire_La musa malata – Spleen e ideale VII

Posted in Senza Categoria on Maggio 13, 2008 by Shinigami Ryuuku
Ahimè, povera musa mia, che cos’hai stamane? I tuoi
occhi vuoti sono popolati di visioni notturne, e vedo
sul colore del tuo volto riflettersi alterni, freddi e
taciturni, follia e orrore.
Il succube verdastro ed il folletto rosa hanno versato
in te, dalle loro urne, la paura e l’amore? E d’un
pugno dispotico e ribelle l’incubo ti ha forse
annegata al fondo di un favoloso Minturno?
Vorrei che esalando odore di salute il tuo petto fosse
frequentato sempre da pensieri vigorosi e il tuo
sangue cristiano scorresse a ritmici fiotti,
come i suoni numerosi delle sillabe antiche ove
regnano volta a volta Febo, padre di canzoni e il
grande Pan, signore delle messi.

Tool – ToolShed – Lachrymology

Posted in Artists, Musica, Stati d'animo on Maggio 8, 2008 by Shinigami Ryuuku

Bene bene…

sto scoprendo delle cose che stanno dando ulteriore profondità a degli artisti che, a mio parere, hanno qualcosa da dire.

Voglio fare una piccola premessa riportando qui una cosa letta:

” è giusto ricordare che la maggior parte di ciò che i Tool dicono,va presa con un po di buon senso e con una enorme quantità di sale in zucca. Una mucchio di queste cose è stata inventata (come uno scherzo del primo di Aprile su un incidente e altre prese in giro)quindi,stai molto attento quando devi decide re a cosa credere o no di quanto ti viene detto. Ad ogni modo è bene ricordare che dobbiamo fare lavorare il nostro personale giudizio piuttosto che seguire la massa come delle pecore (uno dei tanti messaggi contenuti nel pensiero Tool dice che dobbiamo pensare per noi stessi –think for yourself—) Dopotutto,le menzogne vengono dette continuamente in modo tale da risultare vere..buona fortuna!

( questo messaggio fu riportato sull’ Official Lollapalooza Magazine del 1997)

ora partiamo con un’analisi dei Tool.

Il quartetto è formato oltre che dal cantante e compositore Maynard James Keenan,vera anima e FRONTMAN del gruppo, dal chitarrista Adam Jones, dal bassista Paul D’Amour (prima) e in seguito dal britannico Justin Chancellor (MOOOOOLTO meglio, a mio parere) e dal batterista Danny Carey – per inciso, quest’ultimo ha un ottimo rapporto con il batterista dei Meshugga, il quale ha dichiarato che Danny è il batterista più tecnico che lui abbia mai conosciuto.

Sull’origine del nome della Band, che in un primo momento doveva esse Toolshed -divenuto poi la webpage ufficiale – ci sono due eventualità. Alcuni, tra cui la Wiki dicono che il nome derivi dal gergo militare, tant’è vero che il frontman Maynard James Keenan era un Marine. “tool”,nel gergo militare, è una persona che tradisce anche i migliori amici per i propri interessi e che segue pedissequamente ogni singola regola che gli viene imposta dall’alto, tema peraltro ricorrente nei testi del frontman.

Durante una intervista del 1994,Danny (il batterista) dichiara che il nome TOOL sta a significare cio che loro volevano la band rappresentasse,e cioè un “mezzo”, quindi un “utensile” per fare conoscere la “lachrymology” al mondo. Se anche non si conosce l’intero e completo significato della “Lachrymology” questa sarà sempre la risposta.

Ad ogni modo la “Lachrymology” é una teoria ideata da Ronald Vincent nel 1940 che sostiene che si puo trovare un giusto equilibrio psicofisico utilizzando uno spazio piano, utilizzando uno strumento (tool)…in altre parole questa pseudo scienza afferma che il raggiungimento della “consapevolezza”, dell’arricchimento interiore e anche della “felicità” sarebbe possibile, paradossalmente, attraverso lo studio e l’esplorazione del proprio dolore, sia fisico che psichico. Si sa che nel corso degli anni cinquanta, basandosi sulle sue idee, Vincent fondò anche una specie di “setta”, sciolta definitivamente nel ‘60 e a lui non rimase che vivacchiare in miseria, alcolizzato e dimenticato. Nel 1988 Vincent muore, ma non prima di aver incontrato, sempre nell’88, Adam Jones, ovvero il futuro chitarrista dei Tool .Da qui il nome della band: la musica dei Tool nasce come uno “strumento” per la Lacrimologia, uno strumento cioè per conoscere ed esplorare il proprio dolore..

Lolita

Posted in Film'z, Immagini, Knowledge, Registi, Stati d'animo on Aprile 28, 2008 by Shinigami Ryuuku

« Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. » Vladimir Nabokov

Tool – Hush (Silenzio)

Posted in Artists, Musica, Stati d'animo, Video'z on Aprile 28, 2008 by Shinigami Ryuuku

I can’t say what I want to
Even if I’m not serious
I can’t say what I want to
Even if I’m not serious – Things like…

Fuck yourself
Kill yourself
You piece of shit
Why don’t you just go kill yourself – I say

I can’t say what I want to
Even if I’m not serious
I can’t say what I want to
Even if I’m just kidding

People tell me what to say
What to think, and what to play
People tell me what to say
What to think, and what to play – I say…

Fuck yourself
Kill yourself
You piece of shit
Why don’t you just go kill yourself – I say

I can’t say what I want to
Even if I’m not serious
I can’t say what I want to
Even if I’m just kidding

People tell me what to say
What to think, and what to play
People tell me what to say
What to think, and what to play

Just kidding
Just kidding
I’m just kidding

Io non posso dire quello che voglio
Anche se non sono serio
Io non posso dire quello che voglio
Anche se non sono serio – cose del tipo…

Vaffanculo
Ucciditi
Tu, pezzo di merda
Perché semplicemente non vai e ti uccidi – Io dico…

Io non posso dire quello che voglio
Anche se non sono serio
Io non posso dire quello che voglio
Anche se sto solo scherzando

La gente mi dice che cosa dire
Cosa pensare, e cosa suonare
La gente mi dice che cosa dire
Cosa pensare, e cosa suonare – Io dico…

Vaffanculo
Ucciditi
Tu, pezzo di merda
Perché semplicemente non vai e ti uccidi – Io dico…

Io non posso dire quello che voglio
Anche se non sono serio
Io non posso dire quello che voglio
Anche se sto solo scherzando

La gente mi dice che cosa dire
Cosa pensare e cosa suonare
La gente mi dice che cosa dire
Cosa pensare, e cosa suonare

Solo scherzando
Solo scherzando
Sto solo scherzando

Tool – The Pot (la Pentola)

Posted in Artists, Musica, Stati d'animo, Video'z on Aprile 28, 2008 by Shinigami Ryuuku
Who are you to wave your finger?
You must have been outta your head
Eye hole deep in muddy waters
You practically raised the dead

Rob the grave to snow the cradle
Then burn the evidence down
Soapbox house of cards and glass so
Don’t go tossin’ your stones around

You must have been high

Foot in mouth and head up ass
So whatcha talkin’ ’bout?
Difficult to dance ’round this one
’til you pull it out. boy,

You must have been so high

Steal, borrow, refer, save your shady inference
Kangaroo done hung the jury with the innocent

Now you’re weeping shades of cozened indigo
(Musta) got lemon juice up in your eye
When you pissed all over my black kettle.

You must have been high!

Who are you to wave your finger?
So full of it
Eye balls deep in muddy waters
Fuckin’ hypocrite

Liar, lawyer, mirror, show me. What’s the difference?
Kangaroo done hung the guilty with the innocent.

Now you’re weeping shades of cozened indigo
(Musta) got lemon juice up in your eye
When you pissed all over my black kettle.

You must’ve been…

So who are you to wave your finger?
Who are you to wave your fatty fingers at me?
You must have been out your mind

Weepin’ shades of indigo
Shed without a reason *
Weepin’ shades of indigo

Liar, lawyer – mirror, for you what’s the difference?
Kangaroo be stoned. He’s guilty as the government.

Now you’re weeping shades of cozened indigo
(Musta) got lemon juice up in your eye
Now when you pissed all over my black kettle.

You must’ve been high!

Eyeballs deep in muddy waters
Eyeballs deep in muddy waters
Ganja? P-lease!
You must have been out your mind!!

Bosch, i sette peccati capitali e l’iride umana e divina.

Posted in Artists, Immagini on Aprile 26, 2008 by Shinigami Ryuuku

Vorrei ora dare spazio per un esame dettagliato di questa interessante opera dove il pittore dipingendo questo quadro diede una precisa rappresentazione allegorica dei sette vizi capitali. Le cui immagini sono disposte sul piano della struttura iridea lungo un percorso circolare. Quadro dipinto dall’artista tra il 1475 e il 1470 che ora si conserva al Prado di Madrid.

Hieronymus Bosh è stato il primo pittore che ci ha dato una rappresentazione grafica stimolato dalla ricerca di un significato, pur allegorico dei sette vizi capitali visti sulle iridi dei nostri occhi; anche se altri prima di lui, a partire dall’Antico Testamento, lasciarono scritti significativi in merito: “non avere macchie nell’iride” “tali gli occhi tale è il corpo” , con Paracelso il Grande Medico “considerate l’occhio nel capo con quale arte è costruito, e come il corpo abbia impresso meravigliosamente la sua anatomia in esso.

Iniziamo analizzando il centro del dipinto: Il Cristo risorto, rappresentato come la pupilla, il centro del nostro occhio, o per molti il centro della nostra anima. Alcuni dicono che invece sia l’occhio di Dio, come ammonizione, come per dire: “Io ti guardo, stai attento e sii retto”.

Ai margini i quattro “novissimi”, Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso. Sui cartigli i testi biblici: in alto “E’ un popolo privo di discernimento e di senno; o, se fossero saggi e chiaroveggenti, si occuperebbero di ciò che li aspetta” e in basso “Io nasconderò il mio volto davanti a loro e considererò quale sarà la loro fine”.

Nelle facce esterne degli scomparti laterali de Il trittico delle delizie troviamo, invece, dipinta La creazione del mondo, con una prospettiva esterna addirittura a Dio stesso. Dio sta in un angolo alla sinistra del quadro ed una scritta recita: “Egli disse e furono fatti, comandò e furono creati”. Qui lo sguardo abbraccia, come da fuori, l’esistenza del mondo. Insomma Bosch ha cercato più volte prospettive inusitate per cogliere pittoricamente il dramma del mondo.

Nel retro di S.Giovanni evangelista la zona intorno ai due cerchi centrali è contraddistinta dal nero. Ma non è un nero indistinto. Si intravedono figure diaboliche al suo interno. E’ la zona che indica la presenza del male. Ma essa non occupa il centro. Proprio come nell’Apocalisse. Il male dispiega la sua forza, ma mai è al centro della vita! Nella corona che racchiude il centro vediamo la passione di Cristo: la Preghiera nell’orto degli Ulivi, il Bacio di Giuda e la cattura, Gesù dinanzi a Pilato, la Flagellazione e la Coronazione di spine, la Salita al Calvario, la Crocifissione e la Deposizione. E’ il confronto fra il male e Dio. Il male dispiega contro il Cristo la sua forza e, apparentemente, sembra vincitore.

Al centro vediamo un grande uccello dalle ali spiegate che nutre i suoi piccoli, al di sopra di un monte dalla cui cavità escono fiamme. E’ la vittoria di Cristo sul grande abisso, che viene inghiottito al posto di inghiottire. Molti studiosi interpretano l’uccello come il pellicano che – secondo la tradizione dei Padri – ferisce se stesso per nutrire con il proprio sangue i suoi piccoli, figura di Cristo che da vita agli uomini con il dono della propria vita. L’aspetto dell’uccello assomiglia però a quello di un aquila, simbolo iconografico giovanneo, ma anche simbolo di Dio stesso che porta come un’aquila il suo popolo. Certo appare comunque lo spessore cristologico e soteriologico del simbolo. E’ il Cristo che nutre i suoi con il suo sangue. Ecco che anche nel retro del quadro il contrasto, la lotta, fra Dio ed il male si dispiega. Ma se è vero che, nel contrasto, si pone ancor più in evidenza l’oscurità malefica, è vero, d’altro canto, che nello stesso contrasto risalta ancor più la serenità della vittoria cristiana. Ho voluto parlarvi di quest’opera e mostrarvela, perché abbiate, come in un immagine, il senso dell’Apocalisse.

Bosch – I sette peccati capitali – La superbia

Posted in Artists, Immagini, Stati d'animo on Aprile 26, 2008 by Shinigami Ryuuku

Sto conoscendo un artista, Bosch, che mi piace molto. Riporto qui un particolare molto interessante di un’opera sui 7 peccati capitali, la Superbia.

La superbia è un male comune. Dilaga. Poche persone ne sono scevre, io certamente non faccio parte di queste ultime. Il problema è quando la Superbia diventa un veleno. Conosco delle eprsone, una in particolare che ormai è affogata sotto il mare della Superbia. Spero che vada bene la sua vita. Ma non credo.

Più avanti, solo ad onor dell’Arte, pubblicherò anche i restanti 6 peccati, ma volevo mettere un punto esclamatvo su questo aspetto dell’umanità che tanto mi incuriosisce.

Opeth – Benighted

Posted in Artists, Musica, Progressive Death Metal, Video'z on Aprile 26, 2008 by Shinigami Ryuuku

Cerco di spiegare quanto siano bravi gli Opeth, ma pare che il mondo sia insensibile a certe cose. Persi in una marea di preconcetti, convinti che quando un artista faccia un GROWL da paura come loro, diventino automaticamente delle bestie e che, musicalmente e tecnicamente, non siano degni di essere ascoltati.

Questo atteggiamento lo odio. Si può dire che non piace, non che nn siano bravi, o peggio che non sia MUSICA. Quanto meno bisogna che conoscere prima di giudicare. Vergogna.

Mr Bean e Apple

Posted in Advertising, Apple, Stronzate, Video'z on Aprile 24, 2008 by Shinigami Ryuuku

che spettacolo, l’APPLE è geniale nelle sue pubblicità.

Escher…mitici controsensi

Posted in Artists, Immagini on Aprile 24, 2008 by Shinigami Ryuuku

Andy Warhol?

Posted in Artists, Immagini, Knowledge on Aprile 24, 2008 by Shinigami Ryuuku

Warhol Knives

Stamattina mi sono svegliato con la luna giusta.. Sono addirittura sceso al lavoro alle 8 e 15, quando dovrei starci alle 9. Oggi parliamo di Pop Art e di Andy Warhol.

Riporto ciò che dice la Wiki su di lui: – - Anche perchè conosco qualcuno che crede di sapere chi sia, ma nn si è sprecato nemmeno a leggerla la Wiki – - -

ANDY WARHOL:

Figlio di immigrati slovacchi di etnia Rutena, mostrò subito il suo talento artistico, e studiò arte pubblicitaria al CIT (Carnegie Institute of Technology, conosciuto ora come Carnegie Mellon University) di Pittsburgh. Dopo la laurea, ottenuta nel 1949, si trasferì a New York.

La grande mela gli offrì subito molteplici possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per riviste come Vogue e Glamour.

Morì a New York il 22 febbraio 1987, alle 5.45 del mattino, in seguito a un intervento chirurgico alla cistifellea, ma si dice che la causa fu l’AIDS, ai tempi ancora sconosciuta. I funerali si svolsero a Pittsburgh, sua città natale, e a New York venne celebrata una messa commemorativa.

Banana

Warhol ha supportato e sperimentato altre forme di comunicazione, come ad esempio il cinema e la musica: ha prodotto alcuni lungometraggi e film, ha supportato alcuni gruppi musicali – in primis i Velvet Underground con Lou Reed, la cui famosissima copertina dell’album d’esordio è stata disegnata dallo stesso Andy Warhol, ha scritto libri e biografie. Il pensiero commerciale di Andy Warhol spaziava in ogni campo. Blow Job (telecamera fissa per 35 minuti sul volto di un uomo che riceve una fellatio) e Lonesome Cowboys sono alcuni esempi di film che ritraggono la cultura gay newyorkese del tempo, censurati e distribuiti solo con il passaparola. Altri lavori, certamente d’avanguardia, mostrano ad esempio 8 ore di sonno di un uomo (Sleep1963): in soli 5 anni, cortometraggi e lungometraggi di sperimentazione artistica attraverso la telecamera.

Alcuni di questi film furono trasmessi al pubblico dopo 30 anni dalla data di pubblicazione dei lungometraggi, soprattutto in occasione di mostre ed antologie del pittore organizzate in molti musei del mondo.

È stato anche fondatore della Factory, luogo in cui giovani artisti newyorkesi potevano trovare uno spazio collettivo per creare: qui sono nati o passati per un breve periodo altri famosi artisti come Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring.

Il 3 giugno 1968, un’artista frequentatrice della Factory, Valerie Solanas, sparò ad Andy Warhol e al suo compagno di allora Mario Amaya. Entrambi sopravvissero all’accaduto, anche se Andy Warhol in particolare riportò gravi ferite e si salvò in extremis. Valerie Solanas dichiarò di aver sparato perché Warhol aveva troppo controllo sulla sua vita: successivamente scrisse anche una sceneggiatura dell’accaduto proponendola addirittura allo stesso Warhol, che rifiutò categoricamente. Le apparizioni pubbliche di Warhol dopo questa vicenda diminuirono drasticamente. Nel 1980 fonda una televisione dal nome “Andy Warhol’s TV”.

questo invece è un suo autoritratto:

Detto questo posso anche cominciare a lavorare…. eheheh

Il gusto del proibito

Posted in Immagini on Aprile 23, 2008 by Shinigami Ryuuku

Il gusto del proibito

Il mio vampiro

Posted in Poets Maudits, Stati d'animo on Aprile 23, 2008 by Shinigami Ryuuku
Louis Royo

O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio
cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni,
venisti, folle e ornatissima,
a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno

infame cui sono legato come il forzato alla catena,

come il giocatore testardo al gioco, come l’ubbriaco

alla bottiglia, come i vermi alla carogna – maledetta,

sii tu maledetta!

Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la

libertà, ho detto al perfido veleno di venire in

soccorso della mia vigliaccheria.

Ahimè, che il veleno e la lama m’hanno disdegnato, e

m’hanno detto: “Tu non sei degno di venir sottratto

alla tua maledetta schiavitù,

imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci

risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro.”

Charles Baudelaire – Il Vampiro

Verlaine – Arietta dimenticata

Posted in Stati d'animo on Aprile 23, 2008 by Shinigami Ryuuku


Piange il mio cuore
Come piove sulla città;
Cos’è questo languore
Che penetra nel mio cuore?

O dolce rumore della pioggia
Sulla terra e sopra i tetti!
Per un cuore che s’annoia,
Oh, il canto della pioggia!

Piange senza ragione
Questo cuore che s’accora.
Che! Nessun tradimento?…
E’ un lutto senza ragione.

Ed è la peggior pena
Non sapere perché
Senza odio e senza amore
Il mio cuore ha tanta pena!

Posted in Immagini on Aprile 23, 2008 by Shinigami Ryuuku

Ecco lo Shinigami Ryuuku

Posted in Knowledge on Aprile 23, 2008 by Shinigami Ryuuku

Allora, bisogna fare una premessa su chi sono gli Shinigami.

Uno shinigami (死神? kami della morte) è la personificazione della morte nella mitologia giapponese, l’equivalente al “mietitore di anime” (psicopompo) occidentale. La mitologia degli shinigami è piuttosto recente, in quanto non sembra esistesse prima dell’epoca Meiji; molto probabilmente si tratta di un mito importato dall’Europa. La figura fu adottata molto rapidamente in Giappone, e compare ad esempio nell’opera rakugo Shinigami (probabilmente basato sull’opera italiana Crispino e la Comare, a sua volta basata sul racconto Der Gevatter Tod dei fratelli Grimm) e nel Ehon Hyaku Monogatari (Libro di immagini di cento storie) di Shunsen Takehara. Secondo altri però il mito potrebbe essere stato importato dalla Cina; secondo il critico letterario Masao Azuma, «In origine non c’era alcun culto della morte in Giappone. In Cina, ci sono figure simili al mietitore di anime, chiamate “Somujo” o “Koshinin”, il cui compito è portare gli spiriti al “Meifu” (la Terra dei Morti)»[1].

Con shinigami non si indica solo la divinità principale della morte ma anche quelle secondarie.

Ultimamente gli shinigami stanno acquistando popolarità anche fuori dal Giappone grazie al successo di svariati manga, fra cui La stirpe delle tenebre, BLEACH e DEATH NOTE, nei quali queste figure hanno ruoli da protagonista.