C. Baudelaire_La musa malata – Spleen e ideale VII

Ahimè, povera musa mia, che cos’hai stamane? I tuoi
occhi vuoti sono popolati di visioni notturne, e vedo
sul colore del tuo volto riflettersi alterni, freddi e
taciturni, follia e orrore.
Il succube verdastro ed il folletto rosa hanno versato
in te, dalle loro urne, la paura e l’amore? E d’un
pugno dispotico e ribelle l’incubo ti ha forse
annegata al fondo di un favoloso Minturno?
Vorrei che esalando odore di salute il tuo petto fosse
frequentato sempre da pensieri vigorosi e il tuo
sangue cristiano scorresse a ritmici fiotti,
come i suoni numerosi delle sillabe antiche ove
regnano volta a volta Febo, padre di canzoni e il
grande Pan, signore delle messi.

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